Profiel van saraL'ossimoro che cammina.....Foto'sWeblogLijstenMeer ![]() | Help |
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16 mei Uno di noi ( cover di Finardi)E se Dio fosse uno di noi Solo e perso come noi E se Lui fosse qui Seduto in fronte a te Diresti sempre si O chiederesti: "Perché mai ci hai messi qui Con tutte queste illusioni E tentazioni e delusioni" E, e, poi perché E, se Dio c'è E se e se c'è E se Dio fosse uno di noi Solo e perso come noi Anche Lui con i Suoi guai Nessuno che Lo chiama mai... Io so cosa farei Lo guarderei dritto negli occhi E chiederei Se c'era almeno una ragione O se è una punizione Oppure è stato solo un caso o una disattenzione E dai se ci sei E dai, come mai E dai, se lo sai E se Dio fosse uno di noi Solo e perso come noi Anche Lui con i Suoi guai Nessuno che Io chiama mai Solo per dire: Come stai?' E invece chiedono attenzioni Di far miracoli e perdoni Oppure dare assoluzioni Nessuno che Lo chiama mai Solo per dire: "Come stai?" 13 mei Essere o non essere( il monologo di Amleto)Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. Morire, dormire, nulla di più, e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio della carne, è soluzione da accogliere a mani giunte. Morire, dormire, sognare forse: ma qui é l'ostacolo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale, ci trattiene: é la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti. Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gli insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell'uomo borioso, le angosce del respinto amore, gli indugi della legge, la tracotanza dei grandi, i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale? Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una vita stracca, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte, la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore, a sgomentare la nostra volontà e a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d'altri che non conosciamo? Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l'incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso: e dell'azione perdono anche il nome... 12 mei V Canto
«O animal grazïoso e benigno se fosse amico il re de l'universo, Di quel che udire e che parlar vi piace, Siede la terra dove nata fui Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende, Amor, ch'a nullo amato amar perdona, Amor condusse noi ad una morte. Quand' io intesi quell' anime offense, Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso, Poi mi rivolsi a loro e parla' io, Ma dimmi: al tempo d'i dolci sospiri, E quella a me: «Nessun maggior dolore Ma s'a conoscer la prima radice Noi leggiavamo un giorno per diletto Per più fïate li occhi ci sospinse Quando leggemmo il disïato riso la bocca mi basciò tutto tremante. Mentre che l'uno spirto questo disse, E caddi come corpo morto cade. Elogio della pazziaOsservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un'eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della follia. 11 mei Parlaci del dare...E lui rispose: Vi sono quelli che danno poco del molto che possiedono, Vi sono quelli che danno con gioia e questa è la loro ricompensa. E quale ricchezza vorreste serbare? Chi è degno di ricevere i giorni e le notti, Siate prima voi stessi degni di essere colui che da E voi che ricevete – e tutti ricevete – Gibran 02 mei Gioia e doloreLa vostra gioia è il vostro dispiacere smascherato. Lo stesso pozzo dal quale si leva il vostro riso, è stato sovente colmato dalle vostre lacrime. E come potrebbe essere altrimenti? Quanto più il dolore incide in profondità nel vostro essere, tanta più gioia potrete contenere...Quando siete felici guardate nella profondità del vostro cuore e scoprirete che ciò che ora vi sta dando gioia è soltanto ciò che prima vi ha dato dispiacere. Quando siete addolorati guardate nuovamente nel vostro cuore e vedrete che in verità voi state piangendo per ciò che prima era la vostra delizia... Gibran01 mei Il liceo è finito da un pezzo!!!Quant'è strano rivedersi e ritrovarsi dopo anni...
Quant'è strano scoprire di essere cambiati, tanto, ma essere sempre gli stessi!
Quanti ricordi ed emozioni sono riaffiorati impetuosi alla mia mente,
quanto forte è stato il desiderio di correre indietro nel tempo per fermare un attimo nel passato,
quell'attimo in cui ci eravamo lasciati...
Sarà quello l'attimo in cui ci ritroveremo, di nuovo, domani?
Ricordo la frase tormentone della gita dell'ultimo anno:
"è l'inizio della fine o la fine dell'inizio? "
ed il nostro non saper rispondere, indecisi come eravamo tra l'ottimismo dei nostri 18anni e la paura del futuro di chi si sta per affacciare ad un mondo diverso, se non quello degli adulti, per lo meno quello di chi deve lasciare la proria casa per costruirsi un futuro, per inseguire un sogno, il proprio?
tutto è cambiato, tutto è rimasto uguale...
Vi voglio bene!
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