Ho appena finito di leggere "l'anticristo" e devo dire che , al di là delle non poche affermazioni aberranti ("cos'è piu' dannoso di qualsiasi vizio? agire pietosamente verso tutti i malriusciti e i deboli-il cristianesimo"), in alcuni tratti è divertente ("se il tuo occhio ti è di scandalo, sarebbe meglio per te cavartelo- ma lo sappiamo bene che non era certo all'occhio che stava pensando!") e, in generale, proponendo una singolare lettura del cristianesimo, mi ha fatto riflettere. Nietzsche vede il cristianesimo come una delle religioni della decadenza che , con le loro norme contronatura, contro gli istinti, uccidono la vita. Ritiene sciocco fissare il centro di gravità della vita in un al di la' la cui esistenza non è provabile e vede nel farlo la prova della debolezza dei cristiani.I deboli hanno perso la nozione scientifica della causa ed effetto a vantaggio di una fede fatta di rivelazione e tradizione ( "Dio dette la fede , gli antenati la vissero"), hanno smesso di desiderare, sono gli sconfitti anzitempo, i battuti prima di combattere. Ovviamente, non condivido la profonda critica al cristianesimo, ma devo ammetter che spesso, troppo spesso, essere cristiani è un alibi per non lottare, non ambire,per aspettare fiduciosi la beatitudine che verrà e lasciar passare, senza coglierla, quella che poteva, e doveva, essere già qua.
Bene, da oggi, non si aspetta piu', ma si resta cattolici...peccato Nietzsche sia morto, sarebbe stato carino un confronto...
Coprimi la testa con la sabbia sotto il sole, quando pensi che sian troppe le parole... Dimmi se c’è ancora sulle labbra il mio sapore quando pensi che sian troppe le paure. Parlami d’amore se quando nasce un fiore mi troverai senza parole amore. Parlami d’amore se quando muore un fiore ti troverai senza respiro amore. Crolla il tuo castello tra la rabbia, sabbia e sole quando pensi che sian dolci le parole Mi dici che c’è ancora sulle labbra il mio sapore quando pensi che sian vane le paure Parlami d’amore se quando nasce un fiore mi troverai senza parole amore. Parlami d’amore se quando muore un fiore ti troverai senza respiro amore. Tu dimmi quante alternative vuoi se quando parlo non mi ascolti mai, amore… Fra tutte, quale alternativa sei? Amore… senza piu parole senza piu paure Tu… Parlami d’amore se quando nasce un fiore mi troverai senza parole amore. Parlami d’amore se, quando muore un fiore ti troverai senza respiro amore. Senza parole amore Senza respiro amore
O Signore, fà di me uno strumento della Tua Pace. Dove è odio, io porti Amore, dove è offesa, io porti Perdono, dove è discordia, io porti Unione, dove è dubbio, io porti Fede, dove è errore, io porti Verità, dove è disperazione, io porti Speranza, dove è tristezza, io porti Gioia, dove sono tenebre, io porti Luce.
O Maestro, fà che io non cerchi tanto di essere consolato, quanto di consolare; non di essere compreso, quanto di comprendere; non di essere amato, quanto di amare. Poiché dando si riceve, perdonando si è perdonati, morendo si risuscita alla Vita Eterna.
1Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante. 3Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire. 4Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per gemere e un tempo per ballare. 5Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per serbare e un tempo per buttar via. 7Un tempo per stracciare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare. 8Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
9Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?
10Ho considerato l'occupazione che Dio ha dato agli uomini, perché si occupino in essa. 11Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell'eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l'opera compiuta da Dio dal principio alla fine.
Little darlin' it's been a long cold lonely winter Little darlin' it feels like years since it's been here Here comes the sun, here comes the sun And I say it's all right Little darlin' the smiles returning to their faces Little darlin' it seems like years since it's been here Here comes the sun, here comes the sun And I say it's all right Sun, sun, sun, here it comes Sun, sun, sun, here it comes Sun, sun, sun, here it comes Sun, sun, sun, here it comes Sun, sun, sun, here it comes Little darlin' I feel the ice is slowly meltin' Little darlin' it seems like years since it's been clear Here come the sun, here comes the sun And I say it's all right Here come the sun, here comes the sun It's all right, it's all right
Close your eyes Give me your hand Darling, do you feel My heart beating? Do you understand? Do you feel the same Or am I only dreaming? Is this burning? An eternal flame
I believe it's meant to be darling I watch you when you're sleeping You belong with me Do you feel the same Or am I only dreaming?But is this burning (burning)? An eternal flame Say my name Sun shines through the rain Of all life so lonely Then come and ease the pain I don't want to lose this feeling Oh Say my name Sun shines through the rain Of all life so lonely Now come and ease the pain I don't want to lose this feeling Oh Close your eyes Give me your hand, darling Do you feel my heart beating? Do you understand? Do you feel the same Or am I only dreaming?Or is this burning? An eternal flame Close your eyes Give me your hand, darling Do you feel my heart beating? Do you understand? Do you feel the same Or am I only dreaming? Or is this burning? An eternal flame Close your eyes Give me your hand, darling Do you feel my heart beating? Do you understand? Do you feel the same Or am I only dreaming?
...di te ha sete l'anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz'acqua...
Dio mio, tu sei il mio Dio. e qualcuno , dice, nella Bibbia non c'è poesia.....
Poiché la tua grazia vale più della vita, le mie labbra diranno la tua lode. Così ti benedirò finché io viva, nel tuo nome alzerò le mie mani.
Se penso a te nelle veglie notturne, a te che sei stato il mio aiuto, esulto di gioia all'ombra delle tue ali. A te si stringe l'anima mia e la forza della tua destra mi sostiene.
E se Dio fosse uno di noi Solo e perso come noi E se Lui fosse qui Seduto in fronte a te Diresti sempre si O chiederesti: "Perché mai ci hai messi qui Con tutte queste illusioni E tentazioni e delusioni" E, e, poi perché E, se Dio c'è E se e se c'è E se Dio fosse uno di noi Solo e perso come noi Anche Lui con i Suoi guai Nessuno che Lo chiama mai... Io so cosa farei Lo guarderei dritto negli occhi E chiederei Se c'era almeno una ragione O se è una punizione Oppure è stato solo un caso o una disattenzione E dai se ci sei E dai, come mai E dai, se lo sai E se Dio fosse uno di noi Solo e perso come noi Anche Lui con i Suoi guai Nessuno che Io chiama mai Solo per dire: Come stai?' E invece chiedono attenzioni Di far miracoli e perdoni Oppure dare assoluzioni Nessuno che Lo chiama mai Solo per dire: "Come stai?"
Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. Morire, dormire, nulla di più, e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio della carne, è soluzione da accogliere a mani giunte. Morire, dormire, sognare forse: ma qui é l'ostacolo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale, ci trattiene: é la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti. Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gli insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell'uomo borioso, le angosce del respinto amore, gli indugi della legge, la tracotanza dei grandi, i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale? Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una vita stracca, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte, la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore, a sgomentare la nostra volontà e a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d'altri che non conosciamo? Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l'incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso: e dell'azione perdono anche il nome...
Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un'eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della follia.
E lui rispose: Date poca cosa se date le vostre ricchezze. È quando date voi stessi che date veramente. Che cosa sono le vostre ricchezze se non ciò che custodite e nascondete nel timore del domani? E domani, che cosa porterà il domani al cane troppo previdente che sotterra l'osso nella sabbia senza traccia, mentre segue i pellegrini alla città santa? E che cos'è la paura del bisogno se non bisogno esso stesso? Non è forse sete insaziabile il terrore della sete quando il pozzo è colmo?
Vi sono quelli che danno poco del molto che possiedono, e per avere riconoscimento, e questo segreto desiderio contamina il loro dono. E vi sono quelli che danno tutto il poco che hanno. Essi hanno fede nella vita e nella sua munificenza, e la loro borsa non è mai vuota.
Vi sono quelli che danno con gioia e questa è la loro ricompensa. Vi sono quelli che danno con rimpianto e questo rimpianto è il loro sacramento. E vi sono quelli che danno senza rimpianto né gioia e senza curarsi del merito. Essi sono come il mirto che laggiù nella valle effonde nell'aria la sua fragranza. Attraverso le loro mani Dio parla, e attraverso i loro occhi sorride alla terra. È bene dare quando ci chiedono, ma meglio è comprendere e dare quando niente ci viene chiesto. Per chi è generoso, cercare il povero è gioia più grande che dare.
E quale ricchezza vorreste serbare? Tutto quanto possedete un giorno sarà dato. Perciò date adesso, affinché la stagione dei doni possa essere vostra e non dei vostri eredi. Spesso dite: "Vorrei dare ma solo ai meritevoli". Le piante del vostro frutteto non si esprimono così né le greggi del vostro pascolo. Esse danno per vivere, perché serbare è perire.
Chi è degno di ricevere i giorni e le notti, è certo degno di ricevere ogni cosa da voi. Chi merita di bere all'oceano della vita, può riempire la sua coppa al vostro piccolo ruscello. E quale merito sarà grande quanto la fiducia, il coraggio, anzi la carità che sta nel ricevere? E chi siete voi perché gli uomini vi mostrino il cuore, e tolgano il velo al proprio orgoglio così che possiate vedere il loro nudo valore e la loro imperturbata fierezza?
Siate prima voi stessi degni di essere colui che da e allo stesso tempo uno strumento del dare. Poiché in verità è la vita che da alla vita, mentre voi, che vi stimate donatori, non siete che testimoni.
E voi che ricevete – e tutti ricevete – non permettete che il peso della gratitudine imponga un giogo a voi e a chi vi ha dato. Piuttosto i suoi doni siano le ali su cui volerete insieme. Poiché preoccuparsi troppo del debito è dubitare della sua generosità che ha come madre la terra feconda, e Dio come padre.
La vostra gioia è il vostro dispiacere smascherato. Lo stesso pozzo dal quale si leva il vostro riso, è stato sovente colmato dalle vostre lacrime. E come potrebbe essere altrimenti? Quanto più il dolore incide in profondità nel vostro essere, tanta più gioia potrete contenere...Quando siete felici guardate nella profondità del vostro cuore e scoprirete che ciò che ora vi sta dando gioia è soltanto ciò che prima vi ha dato dispiacere. Quando siete addolorati guardate nuovamente nel vostro cuore e vedrete che in verità voi state piangendo per ciò che prima era la vostra delizia...
Quant'è strano rivedersi e ritrovarsi dopo anni...
Quant'è strano scoprire di essere cambiati, tanto, ma essere sempre gli stessi!
Quanti ricordi ed emozioni sono riaffiorati impetuosi alla mia mente,
quanto forte è stato il desiderio di correre indietro nel tempo per fermare un attimo nel passato,
quell'attimo in cui ci eravamo lasciati...
Sarà quello l'attimo in cui ci ritroveremo, di nuovo, domani?
Ricordo la frase tormentone della gita dell'ultimo anno:
"è l'inizio della fine o la fine dell'inizio? "
ed il nostro non saper rispondere, indecisi come eravamo tra l'ottimismo dei nostri 18anni e la paura del futuro di chi si sta per affacciare ad un mondo diverso, se non quello degli adulti, per lo meno quello di chi deve lasciare la proria casa per costruirsi un futuro, per inseguire un sogno, il proprio?
Ne Il testamento di Tito vengono elencati i dieci comandamenti, analizzati dall'inedito punto di vista di Tito, il ladrone pentito, crocifisso accanto a Gesù; i nomi dei ladroni variano da vangelo a vangelo (Dimaco, Tito, Disma e Gesta): Tito è il ladrone buono nel vangelo arabo dell'infanzia.
Non avrai altro Dio, all'infuori di me, spesso mi ha fatto pensare: genti diverse, venute dall'est dicevan che in fondo era uguale. Credevano a un altro diverso da te, e non mi hanno fatto del male. Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male.
Non nominare il nome di Dio, non nominarlo invano. Con un coltello piantato nel fianco gridai la mia pena e il suo nome: ma forse era stanco, forse troppo occupato e non ascoltò il mio dolore. Ma forse era stanco, forse troppo lontano davvero, lo nominai invano.
Onora il padre. Onora la madre e onora anche il loro bastone, bacia la mano che ruppe il tuo naso perché le chiedevi un boccone: quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore. Quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste. Facile per noi ladroni entrare nei templi che rigurgitan salmi di schiavi e dei loro padroni senza finire legati agli altari sgozzati come animali. Senza finire legati agli altari sgozzati come animali.
Il quinto dice "non devi rubare" e forse io l'ho rispettato vuotando in silenzio, le tasche già gonfie di quelli che avevan rubato. Ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri, nel nome di Dio. Ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri, nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri cioè non disperdere il seme. Feconda una donna ogni volta che l'ami, così sarai uomo di fede: poi la voglia svanisce ed il figlio rimane e tanti ne uccide la fame. Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore, ma non ho creato dolore.
Il settimo dice "non ammazzare" se del cielo vuoi essere degno. guardatela oggi, questa legge di Dio, tre volte inchiodata nel legno. guardate la fine di quel nazareno, e un ladro non muore di meno. Guardate la fine di quel nazareno, e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza e aiutali a uccidere un uomo. Lo sanno a memoria il diritto divino e scordano sempre il perdono. Ho spergiurato su Dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore. Ho spergiurato su Dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri, non desiderarne la sposa. Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi che hanno una donna e qualcosa: nei letti degli altri, già caldi d'amore non ho provato dolore. L'invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio mi toglie il dolore dagli occhi e scivola il sole al di là delle dune a violentare altre notti: io nel vedere quest'uomo che muore, madre, io provo dolore. Nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l'amore.
1. Ero innamorato cotto. Lei rimase cruda. (Eros Drusiani)
2. L'amore non ha eta', il pisello si'. (Fabio Fazio)
3. Due adolescenti sono seduti a sbaciucchiarsi su una panchina. Lei: "Ehi, credo di avere inghiottito il tuo chewing-gum !". Lui: "No, non ti preoccupare, sono solo un po' raffreddato..."
4. Un bacio e' un apostrofo rosa fra le parole ti, e trombo!
5. Chi soffre per amore e' perche' non ha mai avuto i calcoli renali. (Fabio Fazio)
6. Amore e odio spesso coincidono. Infatti io l'amante di mia moglie lo odio. (Maurizio Sangalli)
7. L'amore e' come un paio di scarpe : ne occorrono due e debbono combaciare.
8. Amore e' stare svegli tutta la notte con un bambino malato. O con un adulto molto in salute. (David Frost)
9. Cara, in amore un piccolo gesto puo' far perdonare tante cose; dai togliti gli slip. (Fabio Fazio)
10. Una coppia di sposi e' molto povera, ma si vogliono molto bene. Tornando a casa dopo aver cercato invano lavoro il marito trova la moglie nuda sul termosifone: "Cosa stai facendo li'?". "Sto scaldando la cena per stasera!".
11. L'uomo e' cacciatore; la donna pescatrice. (Victor Hugo)
12. L'uomo e' cacciatore, ma spesso diventa vegetariano. (Fabio Fazio)
13. Ti voglio bene ... o meglio ti voglio.
14. Che differenza c'e' fra un cardinale che fa all'amore con Miss Italia e tu che fai all'amore con Miss Italia? Se lo fa il Cardinale e' un peccato, se lo fai tu e' un miracolo!
15. Una bella signora al suo amante: "Ci sono 2 posti dove mi piacerebbe essere baciata!". "Dove?". "Acapulco e Miami".
Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi. Ti amo fino agli estremi di profondità, di altura e di estensione che l’anima mia può raggiungere, quando al di là del corporeo tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale. Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane, alla luce del giorno e al lume di candela. Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia; Ti amo con la stessa purezza con cui essi rifuggono dalla lode; Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze e quella che fanciulla mettevo nella fede; Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito coi miei santi perduti, ti amo col respiro, i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! e, se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte.
E se mi devi amare per null’altro sia che per amore.
Non dire "L’amo per il suo sorriso, il suo sguardo, il modo gentile di parlare, per le sue idee che si accordano alle mie e che un giorno mi resero sereno".
Queste cose possono Amato, in sé mutare o mutare per te.
Così fatto un amore può disfarsi.
E ancora non amarmi per la pietà che le mie guance asciuga. Può scordare il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto, e perdere così il tuo amore.
Ma amami solo per amore dell’amore, che cresca in te, in un’eternità d’amore